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IL SANTA MARIA DELLA SCALA
L'uso dei registri di accettazione dei malati dello
spedale di Siena inizia solo dal 1720, sebbene le
disposizioni relative all'assistenza degli infermi risalgano
agli ordinamenti del lontano 1318.
Infatti, con molta probabilità, il materiale anteriore
al 1720, deve essere andato perduto per le vicissitudini
subite dall'archivio di Stato di Siena, durante il XVIII
secolo.
Il regolamento che venne emanato nel 1783 mutò la
disciplina fino allora esistente nell'organizzazione del
Santa Maria della Scala: oltre a nuove norme sulle attività
inerenti all'assistenza sanitaria, ne furono introdotte
altre che riguardavano l'amministrazione e l'accoglienza
degli infermi.
Fra le novità introdotte, c'era quella che riguardava
il medico astante di servizio, che doveva visitare gli
ammalati quando si presentavano e, dopo un consulto,
ordinava all'infermiere il loro ricovero.
Lo "Scrittore degli Infermi" aveva invece il compito
di registrare le generalità di coloro che venivano
quotidianamente ammessi, specificando il nome dello studente
che si trovava in servizio di guardia e annotando il
vestiario indossato dalla persona al momento del ricovero,
alla quale veniva poi consegnato un tipo di vestito che era
uguale per tutti.
Era inoltre previsto che, quando il malato si
presentava al "Caporale di Banco" per la segnatura, lo
stesso caporale dovesse avvertire il dottore di guardia;
dopodichè "l'infermiere maggiore" indirizzava il ricoverato
al reparto medico, oppure a quello chirurgico.
Finalmente avvenuta la destinazione, si provvedeva a
trascrivere nell'apposito registro, le generalità del
paziente e il numero del letto, ma stranamente non compariva
la cosa più importante: il tipo della malattia.
Sfogliando questi libri, abbiamo scoperto che tra i
degenti dell'anno 1813, c'erano anche alcuni Papei e così è
stato possibile risalire ai luoghi della loro provenienza.
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| INGRESSO |
NOME |
PATRIA |
n° LETTO |
GIORNO DELLA MORTE |
| 26 agosto 1813 |
Giuseppe del fu Gaetano Papei e di Maddalena
Borresi*, ammogliato con Albina Burroni, di
professione zappaterra d'anni 50 |
nativo di Torri domiciliato a S.Carlo cura di Tressa |
51 |
1° settembre 1813 |
*il cognome Borresi le derivava per essersi sposata il 30 luglio 1770 in seconde nozze con Giovanni Borresi, dopo che era rimasta vedova di Gaetano Papei, morto a 34 anni il 19 agosto 1767.
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| INGRESSO |
NOME |
PATRIA |
n° LETTO |
GIORNO DI PARTENZA |
| 23 luglio 1814 |
Papei Pietro del fu Giovanni e della fu Caterina Brizzi, scapolo, di professione zappaterra d'anni 23 |
nativo di S.Rocco ivi domiciliato |
65 |
2 agosto 1814 |
| 16 maggio 1815 |
Papei Bernardino di anni 8 |
nativo di Grotti, domiciliato a S.Carlo in Tressa |
43 |
(non risulta quando fu dimesso) |
| 7 febbraio 1816 |
Papei Gaetano del fù Giuseppe scapolo contadino di anni 34 |
di Barontoli, domiciliato a Tressa |
145 |
1° giugno 1816 |
| 15 ottobre 1816 |
Papei Begnamino scapolo d'anni 19 manovale |
di S.Andrea fuori porta S.Marco domicilato a Siena |
69 |
20 ottobre 1816 |
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Con le nuove regole del 1783, furono istituiti i posti
di "spogliatoio" degli uomini e "spogliatora" delle donne.
Nel momento in cui i malati venivano ricoverati, era compito
degli addetti allo spogliatoio di svestirli e pulirli, dopo
che avevano lasciato in deposito le proprie "robe",
costituite quasi sempre dai seguenti indumenti:
"giubba - camicia - calzoni - corpetto - cappello - calze".
Dopo tutte queste operazioni gli veniva consegnato il
vestiario prescritto, consistente in una camicia, una
gabbanella ed uno scuffiotto o berretto.
I vestiti che i ricoverati lasciavano in deposito,
contribuiscono oggi a darci un quadro di come fosse
l'abbigliamento dell'epoca che, oltre ad essere uguale per
tutti, probabilmente non variava neppure a seconda delle
stagioni.
Nel 1818 poi, a seguito di una nuova regolamentazione
ospedaliera furono istituiti i "letti paganti", "letti a
mezza paga" e "letti gratuiti". Per l'ammissione ai primi si
chiedeva: "malattia curabile, giusta causa e urgente
solvibilità"; per i secondi, "malattia curabile e povertà";
per i terzi "malattia curabile e miserabilità".
I malati "miserabili" residenti nel comune di Siena
avevano la precedenza riguardo a quelli di altri comuni
nell'assegnazione dei posti riservati ai letti gratuiti, il
cui numero venne determinato a seguito dell'esperienza fatta
nel decennio precedente al 1817.
Sfogliando questi repertori, abbiamo così potuto
osservare che Agostino, allora trentaquattrenne, dal 16
luglio al 23 agosto 1818, fu il primo dei Papei ad aver
usufruito di questa spedalità gratuita.
lo spedale S.Maria della Scala
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