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L'ULTIMA GENERAZIONE
Basterebbe consultare qualche vecchio libro
parrocchiale per accorgersi dell'altissima mortalità dei
bambini, specie nel loro primo anno di età.
Tutto questo succedeva fino verso la fine dell'800,
poi a iniziare dallo scorso secolo, l'alimentazione migliore,
la vita più confortevole e l'enorme progresso compiuto dalla
medicina, hanno ridotto drasticamente questo fenomeno.
Comunque, la grande quantità dei decessi, veniva
sempre superata dalle numerose nascite.
Fra i Papei, per esempio Giovanni (di Agostino) ebbe
addirittura 10 figli: 6 maschi e 4 femmine e suo fratello
Giuseppe altri 8: 3 maschi e 5 femmine. Averne un tale
numero, era normale per quell'epoca, in cui si faceva
affidamento sulla prole per il futuro sostentamento dei
familiari, i quali, col tempo, sarebbero divenuti vecchi e
incapaci di mantenersi.
Per questi motivi la preferenza andava ai maschi,
considerati indispensabili per il duro lavoro nei campi.
Bernardino, altro fratello di Giovanni e Giuseppe,
evidentemente fu proprio sfortunato, perchè ebbe solo
femmine: addirittura sette.
Ma aver famiglie numerose non era prerogativa solo del
passato: anche Giuseppe e Caterina Gradi, negli anni '30 del Novecento,
durante il periodo del Fascismo, seguendo l'appello di
Mussolini che esortava gli italiani a dare molti figli alla
Patria, ne misero al mondo ben nove, di cui sei riuscirono a
superare l'età della pubertà.
Oggi che la mortalità infantile si può considerare
sconfitta e l'attuale benessere ha trasformato radicalmente
il modo di vita, nessuna famiglia delle nuove generazioni ne
ha più di due e in genere godono di ottima salute.
In attesa che Claudio e Mario, gli ultimi che si sono
sposati, abbiano degli eredi, ci sembra opportuno ricordare
che i sei "discendenti" senesi degli anni '90: Francesco,
Riccardo, Virginia, Andrea, Silvio (nato il giorno del
compleanno di sua madre) e Leonardo, fanno parte di tre
contrade: Torre, Aquila e Civetta.
Non scordiamoci infatti
che il nome Papei è strettamente
legato alla vita contradaiola:
Piero ricoprì con successo la
carica di Priore dell'Aquila dal
1978 al 1982 ed ebbe la gioia di
veder vincere la sua contrada
ben due volte: nel 1979 e nel
1981; Mario è da più di tredici
anni barbaresco della Civetta,
mentre suo fratello Roberto è
uno dei fiduciari del Capitano,
sempre della contrada del
Castellare.
Silvio e Virgina Papei
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