USCENDO DA PORTA CAMOLLIA
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- "1577. Gismondo libraio figlio di Filippo cartaio habitante in Salicotto fu amazzato addì 17 di Gennaro al borgo fuor di porta acamullia, nel Hostaria del Angelo..." (AAS, 1323, c.80v). - Il 1° ottobre 1635, un fascicolo di un processo della Curia Arcivescovile (AAS, 5537, c.s.n.) ci porta a conoscenza di un episodio che si svolse vicino al podere del Paganelli, nella strada maestra fuor di porta Camollia, allorchè Camilla, moglie di Giulio "oste all'osteria Vecchia detta di S.Antonino", vedendo che l'abate Annibale Bartolucci "dava ad un ragazzetto piccolo il quale guidava una soma di legna, disse l'hanno trovato piccino a dargli non si potea rivoltare et all'hora detto Ser Abate replicò: queste son parole da Puttana, fareste meglio a badare à fatti tuoi - e gli tirò uno stiaffo dalla parte dritta al volto -, et essa replicò: se io fussi somigliaria le vostre et prese la via essa querelante senza voltarsi mai adietro per arrivare a Casa benchè da detto Ser Bartolucci gli fusse detto più vituperio...". Il battibecco non rimase fine a se stesso, tanto che poco dopo vi fu una vera e propria aggressione contro il marito di Camilla, al quale il Bertolucci e un secolare puntarono addirittura un pugnale, come fu in seguito asserito da alcuni testimoni.


- "Adì 31 Ottobre 1743. Nota come Tommaso Cambi essendo promessa per il suo figliolo Maggiore per la Pigione, e dazij dell'Osteria del Porco, quale è delle Ragioni di S.Pietro à Marciano dove il sopradetto Cambi essendosi accidentalmente ammalato e non potendo ritornare al poggio al Cardinale à casa sua ivi rese lo Spirito a Sua Divina Maestà..." (AAS, 1113, n.283). - Il 1° febbraio 1553, in occasione dell'ultima guerra contro Firenze, Porta Laterina venne murata e così rimase per quasi due secoli. Bisogna considerare che dal punto di vista viario, la porta aveva un'importanza assai limitata, poichè Stalloreggi di Fuori terminava al Poggio al Rosaio, chiamato anche Poggio del Cardinale, dove sin dal 1258 c'era un piccolo insediamento di Monaci Camaldolesi, detti "Monaci della Rosa" e un podere con un mulino, acquistato nel 1492 da Francesco Piccolomini, il Cardinale.

(Stemma dei Piccolomini disegnato nel 1672 -AAS, 1314, c.111v)

- "Adì 7 Aprile 1696. Francesco del già Pellegrino Morelli delle Montagnie di Pistoia passando per Siena, restò nell' Osteria del Palazzo de Diavoli..." (AAS, 1109, n.508). - L'osteria ne precedeva un'altra, ben più famosa, detta dello Stellino. Nel breve tratto di strada che le univa, nel 1724, accadde che: "Pier Maria Mattei Bargello di questa Piazza stante li suoi Famigli fu dato in potere della Giustizia, e condotto in queste Carceri, ove si ritrova, il Nobile Anibale Palmieri, perchè la mattina delli 6 Dicembre prossimo passato per la strada Maestra fra l'Osteria dello Stellino e quella del Palazzo de' Diavoli li fu trovato in saccoccia due Acciarini piccoli da Pistola con quattro viti da fermarsi i medesimi, ed in una delle Bisacce, che erano posate sopra al di lui Cavallo condotto a mano da un suo Uomo, due Pistole corte, o Mazzagatti, alle quali si adattavano detti acciarini, che trasportava in questa Città, senza averne Facoltà, per il guai delitto è stato detto Palmieri da me condannato nella pena bandimentale della Testa, e confiscazione de' Beni, e perdita di dette armi" (ASS, Capitano di Giustizia 748, c.s.n.).


- "Adì 17 Novembre 1773. Pavolo Scala dello Spedale degi'Innocenti di Firenze Contadino del Nobile Sig. Marchese Guadagni tornando di Maremma, si fermò all'Osteria detta del Giglio del Nobile Sig. Accarigi [vicino a Monteriggioni], ove fu sorpreso da una febbre perniciosa..." (AAS, 1543, p.141). - Il cognome Scala era dato ai bambini che venivano abbandonati dai genitori e voleva avere un chiaro riferimento allo spedale che li accoglieva. A Siena, per un certo periodo i trovatelli furono così numerosi, che crearono dei seri problemi al bilancio dei S.Maria della Scala, come si può capire da questa relazione inviata ai Principe Cardinale Matthias de'Medici, sul finire del XVII secolo: "Emilio Borghesi della Ciaia Rettore dello Spedale di S.Maria della Scala di questa Città, reverente le dice come il maggior danno, che sente il detto Spedale proviene dal numero grande di Baliatici, la spesa de quali, che fino dall'Anno 1650 non passava la somma di scudi 1857.34.14.- è arrivato nell'Anno 1691 a scudi 7725.31.6.-, e così è cresciuta la somma di scudi 9867.33.l2.= E ciò proviene dall'infrascritte cause cioè perche pare, che la gente habbia perduto un certo natural rossore, che per l'adietro haveva d'esporre i proprj Parti nel detto Spedale, di modo che anco li Benestanti, o almeno non bisognosi per liberarsi dall'incommodo d'allevarli, sono facilissimi ad esporli. Si è cercato di ovviare a questo male con ordinare, che non si ricevino se non quelli, che portino le opportune fedi, e recapiti de i loro Curati, ma pare che poco, o nulla giovi. Perche rigettandosi senza li detti opportuni recapiti si trovano poi, o lasciati in abbandono per le chiese o nella Porta, o Piazza dello Spedale, o nello Spedaletto di Monagnese, o altri Luoghi della Città, di modo che è necessario il pigliarli per non vederli morire per le strade. E ciò succede anco per molte Creature non solo lattanti ma anco slattate, che senza far capo ad alcun Ministro dello Spedale le lasciano per lo più di notte tempo all'abbandono; Benchè si pratichi, che comparendo scopertamente colle Fedi opportune genti povere e bisognose, o si pigliano i Bambini per allattare per mancanza o della Madre ò del Latte e si relassano alle proprie Madri con assegnarli al Caritativo sussidio il Mese durante il tempo del Latte, quando colle dovute informazioni se ne rincontri il bisogno come si può vedere a Libri de Baliatici ne quali appariscono ricevuti in tal forma dei primo Luglio à tutto il 4 Settembre. Li Curati alle Carità, e Coscientie de quali si aspetta a far le fedi di quelli che dallo Stato sono portati a Siena, praticano il più delle volte notar nella fede, che sono di Padre, e Madre incerti, benchè più volte si sia scoperto, e saputo certamente essere di Genitori Legittimi. Le Balie, poi o Balj che vengono a riscuotere i loro salarj compariscono spessissimo con fedi false, mostrando che vivino i Bambini benche siano morti. Con queste fraudi portano notabilissimo aggravio a detto Spedale dalle quali si crede, che si asterebbero, quando non conoscessero lontano il castigo perche se l'accortezza di qualche Ministro dello Spedale scopre quaicheduna delle dette mancanze non ha pronta l'autorità di poter con il castigo d'alcuno dare esempio a molti, che perciò l'oratore ricorre all' A.V.Rma. Supplicandola a voler far grazia d'argumentare la Iurisdizione al Rettore, e Savi di detto Spedale dimodoche in qualunque disordine, o mancamento che sia commesso, o succeda per causa di Baliatici ed esposti in qualunque modo, e tempo, e per qualsivoglia causa, possino procedere criminalmente ai castigo de i Trasgressori et umilmente se li inchina" (ASS, Capitano di Giustizia 875, c.s.n., anno 1696).

- "Adì 7 Dicembre 1712 Mercoldì. Giuseppe Lippi già Oste al pian del Lago, e di presente habitante in Siena stando infermo circa alle hore 23 passò all'altra vita.. ." (AAS, 1791, n.93). - Chi proviene da Montalbuccio diretto all'Eremo di Lecceto, può ancora vedere sulla destra, poco distante dal viottolo che porta all'ingresso del "canale del Granduca", l'edificio che un tempo ospitava questa locanda, che ha contribuito a dare il nome della strada, detta appunto dell'Osteriaccia. Oggi diviso in appartamenti per vacanzieri, si trova al centro della curva, al termine della lunga discesa sterrata che conduce al Pian del lago.


- "Adì 19 Dicembre 1794. Antonio figlio di Giuseppe Ricciarelli della Cura di S.Marco distante dalla Città di Pistoia tre Miglia in età d'Anni 19 essendo partito sano dal mese passato in Compagnia di un suo Fratello per nome Giovanni Battista et altro suo Paesano per andare in Maremma: ove giunsero alla fine del Mese di Novembre prossimo passato; ma sopravenuta a tutti la Febbre determinarono di ritornare al Paese; si fermarono la sera del dì 18 Dicembre all'Osteria di Petraglia, et entrati in letto doppo due ore tanto il Fratello, che il Compagno non sentirono parlare detto Antonio, chiamarono l'Oste, e lo trovarono prossimo a morte..." (AAS, 1543, p.184).

- "Adì 23 Febbraio 1711. Morse Maria Maddalena del età sua circa mesi trentuno figlia d'Antonio Bargi e della già Maddalena sua consorte habitante nel'Osteria detta Lucellatoio dei Nobile Sig. Acchille Sergardi Bindi posta in Comunità di Monte Reggioni Mori questo dì et anno suddetto.. ." (AAS, 1553, p.37, n.85). - Dal "Capitano di Giustizia", sappiamo che pochi anni prima: l'11 ottobre 1692, a causa di una rissa avvenuta all'interno di questa osteria, Girolamo Tozzi fu condannato a 18 mesi di confino a Grosseto (ASS, Capitano di Giustizia 740, c.s.n.).

- "Cecilia figlia di Fausto di Simone oste al Mandorlo morto il dì 8 di Marzo 1600 et fù sepolta nella sepoltura della Pieve..." (AAS, 1536, c.s.n.) - Sempre lo stesso libro, cita un delitto commesso nei paraggi di detta osteria: "Caterina alias la Tartaglina Pisana fù ferita di dodici pugnalate et morì fra il ponte a Rosso et il Mandorlo, et passato il Mandorlo verso Colle si prese e si portò in Pieve [Monteriggioni] et ivi riconosciuta per detta da una zia sua et il carrettiere che li portava a Pisa il dì primo di Luglio 1613..." (AAS, 1545, c.s.n.).

(AAS, disegno che compare all'interno del libro 5422, anni 1710-1720)

- "Morse Lucretia Moglie di Simone Hoste alla Ripa sepelita nel nostro cimiterio della Pieve di Monteriggioni il dì 17 di Giugno 1588..." (AAS, 1536, c.s.n.).