SIMILITUDINE CON ALTRI COGNOMI

Per avere la certezza che i Papei viventi facessero parte di un unico ceppo e che non ve ne fossero degli altri sparsi in Italia, ci siamo avvalsi dell'ausilio di Internet.
Tale verifica è stata possibile collegandoci al sito "www.informadove.it" che si è dimostrato semplice, coinciso e rapido nel darci le risposte.
Ci siamo sbizzarriti a cercare cognomi simili al nostro, sia per etimologia o per assonanza, che abbiamo voluto riassumere in questo schema dettagliato:


COGNOME
FAMIGLIE
NOTE
PAPEI
21
in massima parte residenti in provincia di Siena
PAPEA o PAPEU
nessuna
  
PAPEE
2
probabilmente trattasi di famiglie non italiane
PAPEO
162
la maggioranza residenti in Lombardia e Puglia
DI/DE PAPEI
nessuna
  
PAPPEI
nessuna
  
PAPIRIO
19
quasi tutte in Alta Lombardia e in Puglia
PAPERIO
1
nel Friuli
PEPEI o POPEI
nessuna
  
PAPII
nessuna
  
PAPEIS
nessuna
  
PAPIO
22
a Roma, ma soprattutto in Puglia
PALEI
34
nelle provincie di Siena, Arezzo e Firenze
CAPEI
2
a Firenze
PATEI
nessuna
  
PAPEIO/A
nessuna
  
PAPEUS
nessuna
  

Abbiamo così constatato che nel Friuli abitano i "Paperio", mentre i "Papirio" (vedi sempre Papirius) si trovano principalmente in Lombardia e in Puglia; che in tutta la penisola sono assai frequenti i "Papi" (che però hanno una diversa radice); che non esistono cognomi che si rifanno al toponimo "Da Papeo" e neppure da coniugazione latina come "Papeus, Papeis o Papea"; che in Sicilia esiste una famiglia di sangue blu che si chiama "Pape'"; che alcuni come "Popeo e Papio," assai frequenti in Puglia, sono a nostro avviso frutto di banali storpiature derivanti dal più comune "Papeo" cognome esteso ormai in tutte le regioni della penisola.
Per completezza d'informazione e un po' per pura curiosità, ci siamo messi in contatto con alcuni di quest'ultima famiglia e uno di loro, il signor Giuseppe, anch'egli appassionato di ricerche genealogiche, ci ha fornito delle interessanti notizie.
Secondo quanto ha desunto dalle sue indagini, i Papeo hanno sempre avuto uno spirito irrequieto. Da Ser Pape', residente (ma non natio) nel barese durante la metà del '600 ad oggi, sono poche le generazioni nate nella stessa località nella quale erano vissute in precedenza: ciò in parte derivava dai mestieri praticati ed in parte dalla propria indole nomade.
In passato i Papeo erano allevatori di cavalli, macellai e conciapelle. Lavori che in modesti centri urbani non consentivano concorrenti, per cui il primogenito o chi si prendeva cura degli anziani, rimaneva in loco, gli altri emigravano nei paesi vicini dove la loro attività poteva rendere. Da Mola di Bari, Corato, Barletta, S.Ferdinando in Puglia, Foggia, il nome ha mantenuto la radice, seppure le deformazioni per la pronuncia dialettale (in Puglia le vocali hanno suoni diversi fra provincie) e gli errori di trascrizione, ne hanno minato l'integrità: "Papio, Pape', Papà", per citarne solo alcuni esempi. Errori mai ripetuti sullo stesso soggetto, per cui si ritornava logicamente a quello originale: Papeo.
E' tuttavia inconfutabile che il primo cognome fosse al singolare: "Theophilus Papeus Tjburtinus", ma è altrettanto vero che a parte la fortissima somiglianza dovuta alla stessa radice latina: "Papeus", non si è trovato per ora nessun collegamento di parentela fra il gruppo dei Papeo e il nostro.
L'unica ipotesi, per noi però poco verosimile, è quella che in tempi assai lontani, qualche parroco distratto abbia inconsciamente modificato il cognome.
Il dubbio dell'errore di trascrizione ripetutosi negli anni, ci aveva assalito persino quando trovammo nei registri delle due parrocchie di S.Rocco a Pilli l'indicazione di alcune famiglie "Palei", ma abbiamo appurato che non possono avere niente a che fare con i Papei, essendo il loro ceppo nel Valdarno.
Considerato infine che tanti cognomi oggi esistenti sono frutto di storpiature, per cui anche, se riteniamo di possedere un'unica radice e con molta probabilità di non avere legami con altri, vogliamo ugualmente trascrivere un documento del 13 agosto 1620, a conferma di quanto abbiamo poc'anzi sostenuto:

"Io Giovanni di Girolamo Branca di Veroli, arciprete della Chiesa Collegiata della terra di Valmontone, ho battezzato un bambino nato il giorno 10 di questo mese da Meddio del castello di Serrone e da Francesca, coniugi di questa parrocchia, che fu chiamato Vincenzo. Madrina fu la signora Eugenia Papea".

Partendo proprio da questa radice "Papeus", si nota come l'arciprete Branca avesse la strana abitudine di declinare arbitrariamente i cognomi secondo l'uso latino: per i maschi usava la desinenza in "-eo" (Papeo); mentre per le femmine quella in "-ea" (Papea).
Infatti, sempre nello stesso anno 1620, il 21 aprile, egli battezzava Francesca, figlia di Alessandro Papeo e di Agata sua consorte:

Die XXI mensis Aprilis 1620

Ego Joannes Hieronjmus Branca qui supra baptizzavi infantem natam die dicto dicti mensis ex Domino Alexandro Papeo, et Domina Agata coniugibus huius Parochiae cui impositum est nomen Francisca, Patrina fuit Angela Michaelis Romandioli.